Robe da chiodi

Perché penso, come ha detto qualcuno, che la storia dell’arte liberi la testa

Perle pasoliniane. In che senso Longhi mi è stato maestro

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Devo la lettura di questo testo meraviglioso alla tesi di Irene Piantato, che si è laureata in Cattolica su Pasolini critico d’arte. È tratta da “Mamma Roma”, 1962. Ed è il ricordo della folgorazione di PPP studente universitario per quel professore di Storia dell’Arte che rispndeva al nome di Roberto Longhi. Un incontro che ha segnato la sua vita.

«Che cos’è un maestro? Intanto si capisce soltanto dopo chi è stato il vero maestro: quindi il senso di questa parola ha la sua sede nella memoria come ricostruzione intellettuale anche se non sempre razionale di una realtà comunque vissuta. Nel momento in cui un maestro è effettivamente ed essenzialmente maestro, cioè prima di essere interpretato e ricordato come tale, non è dunque maestro nel senso reale di questa parola. Egli viene vissuto: e la coscienza del suo valore è esistenziale (…)
Longhi era sguainato come una spada. Parlava come nessuno parlava. Il suo lessico era una completa novità. La sua ironia non aveva precedenti. La sua curiosità non aveva modelli. La sua eloquenza non aveva motivazioni. Per un ragazzo oppresso umiliato dalla cultura scolastica, dal conformismo della società fascista, questa era la rivoluzione. Egli cominciava a balbettare dietro al maestro. La cultura che il maestro rivelava e simboleggiava si poneva come alternativa all’intera realtà fino a quel momento conosciuta»

Written by gfrangi

gennaio 29th, 2012 at 3:50 pm

5 Responses to 'Perle pasoliniane. In che senso Longhi mi è stato maestro'

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  1. bellissima lettura. sai giuseppe che anch’io mi sono laureato su pasolini? più precisamente ‘la linea dantesca in ppp’

    alessandro

    30 gen 12 at 9:46 am

  2. Bella tesi. Da leggere…

    gfrangi

    30 gen 12 at 7:20 pm

  3. [...] da un al­tro ar­ti­sta della pa­rola, Pier Paolo Pa­so­lini: una è stata ci­tata qual­che tempo fa da Giu­seppe Frangi, un’altra viene ri­chia­mata da Mon­ta­nari in [...]

  4. [...] Longhi avevo riportato anche questo pensiero di [...]

  5. [...]  In che senso Longhi mi è stato maestro [...]

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