Robe da chiodi

La Girardot, meraviglia tra le guglie

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Ieri è morta Annie Girardot. Per me è uno dei volti più indimenticabili della storia del cinema: per la bellezza, per l’intensità umana, per quella sua drammatica capacità di tenerezza. A lei e a Visconti siamo debitori anche di quella sequenza in Rocco e i suoi fratelli che ha consacrato l’immagine del Duomo di Milano come cattedrale-casa, cattedrale-città, cattedrale-piazza. Non esiste nulla di paragonabile nel mondo dell’architettura: non c’è  un’altra cattedrale che si lasci abitare in ogni spazio, come il Duomo di Milano. Non è certo la più bella cattedrale, ma è la più larga, la più aperta al tesssuto della vita che la circonda. Un tutt’uno tra le pietre e le persone. Stessa famiglia. E nulla meglio di questa sequenza lo testimonia. Riguardatela!

Written by gfrangi

marzo 1st, 2011 at 9:06 am

2 Responses to 'La Girardot, meraviglia tra le guglie'

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  1. Annie è morta il 28 febbraio, non ce ne siamo accorti, io ho letto oggi sul tuo Blog … è così, grazie per averla associata a quella scena meravigliosa sul Duomo. Quello che dici è quanto noi che il Duomo lo abbiamo vissuto da sempre, abbiamo dentro; sul tetto del duomo mi sono rifugiata a leggere, a pensare, ad ascoltare, a guardare quello che succedeva intorno e lì c’era una vita strana (particolarmente in giornate normali, non di turismo)un po’ onirica, ai limiti del reale e tu hai colto perfettamente il senso di questa “piazza” aperta verso cielo e terra, pietra e anima … merci beacoup mon ami

  2. Sono doni generosi ma non del tutto disinteressati perche dora in avanti sara la Fabbrica del Duomo a occuparsi della manutenzione del naviglio..Da SantEustorgio al cantiere della cattedrale resta un buon tratto via terra e cosi dopo aver congiunto il Naviglio Grande con la fossa difensiva lungo questultima sulla sponda interna nei pressi di Santo Stefano si scava un bacino il laghetto di Santo Stefano appunto che non e vicinissimo al cantiere della nuova cattedrale come farebbe invece pensare la letteratura in merito ma e nel punto piu prossimo raggiungibile via acqua si tratta di oltre quattrocento metri che i blocchi di marmo percorreranno dopo essere stati caricati con apposite gru falcone e falconetto su robusti carri fino alla Cascina degli Scalpellini per essere trasformati in statue fregi doccioni e guglie.

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    23 Mar 11 at 1:12 pm

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