Robe da chiodi

Perché penso, come ha detto qualcuno, che la storia dell’arte liberi la testa

Così parlò Kiefer, il saggio

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Anselm Kiefer rilascia un’intervista a Repubblica alla vigilia della presentazione della sua mostra alla Fondazione Vedova, a Venezia. Titolo: “Salt of the earth”. Il titolo deriva dal luogo dove espone: i Magazzini del Sale. E dà pretesto a Kiefer per un ciclo in cui la riflessione sulla potenza alchemica della pittura prende il largo. È l’intervista di un artista che non cerca spettacolarizzazioni della propria opera. E che quindi propone frammenti di vero pensiero. Come questo: ««Un artista è sempre alla ricerca di nuove forme, giacché si contrappone sempre all’ esistente, cercando ogni volta un nuovo ordine del mondo. Oggi però molti artisti sfruttano la ripetizione, riducendo l’ arte a semplice divertimento. La ripetizione è senza sorprese. Se io lavoro duramente alle mie opere,è solo per imbattermi di tanto in tanto in una sorpresa».
Kiefer liquida Damien Hirst come artista ostaggio del mercato, e assolve Maurizio Cattelan, come artista furbo ma capace di sorprese: «Io non cerco mai di provocare volontariamente il pubblico. Cattelan invece sì, anche se a volte i suoi risultati possono essere molto interessanti. A me, ad esempio, era molto piaciuta la sua Hollywood sulla discarica di Palermo».

Written by gfrangi

maggio 25th, 2011 at 6:51 am

One Response to 'Così parlò Kiefer, il saggio'

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  1. Kiefer: «Un artista è sempre alla ricerca di nuove forme, giacché si contrappone sempre all’esistente, cercando ogni volta un nuovo ordine del mondo.”
    Capisco cosa intende Kiefer, grande intellettuale moderno.
    Ma come più commovente ( e meno intellettuale e più fisico anche nel senso del ‘vivente’ cristiano) Bacon quando parlando di Van Gogh diceva:
    “Lui si è avvicinato alla verità fin quasi a toccarla. Con i grandi artisti è sempre così: si tratta di una approssimazione”
    APPROSSIMAZIONE. La realtà nella sua verità è prossimo. APPROSSIMAZIONE al mistero e non contrapposizione all’esistente. Entrarci dentro, non per cercare un nuovo ordine ma nel dramma proprio dell’arte della distinzione e appartenenza insieme.
    MIchelangelo a pochi giorni dalla morte in lotta nella Rondanini.

    paola

    25 Mag 11 at 10:41 am

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