Robe da chiodi

Freud addio

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Dopo Twombly se ne va un altro grande, ancor più longevo (88 anni). Sul Corriere della Sera, due pagine per lui: era evidentemente una star. Stefano Bucci nel commiato scrive una cosa che è il maggior artista britannico del 900. Affermazione che contiene una verità e una mezza bestemmia: il più grande senza ombra di paragone è stato Bacon. Freud invece giustamente viene trattenuto nei recinti del 900. È a tutti gli effetti un artista del secolo scorso. La sua grandezza è nella tracotanza della pittura, in quella bulimia che ingolfava le sue tele di forme, di carne e di colori. Che portava quasi alla nausea, ma nello stesso tempo ti lasciava estasiato come di fronte ad un Frans Hals. Il suo limite (rispetto alla grandezza assoluta di Bacon) è di aver chiuso il figurativo in una gabbia. Gigantesca, ma pur sempre gabbia. Nella quale giostrava da vero sovrano, prendendosi gioco anche della regina Elisabetta e della sua peluria (un quadro da appendere nel cesso, lo ha definito qualcuno: è un titolo di merito). Lo considero un grande artista a senso unico. Per questo figlio davvero di un altro tempo. Ecco perché tra lui e Twombly, per questo, io dico Twombly.

Written by gfrangi

luglio 22nd, 2011 at 5:01 am

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3 Responses to 'Freud addio'

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  1. Verissimo, ma anche Twombly “rimane nella gabbia”, anche se volendo ne mostra i confini più chiaramente, no?
    Personalmente preferisco Freud e la sua concentrazione di visione, al continuo spaziare da distrazione a distrazione di Cy, forse perchè Freud è come più “femminile” in questo…

    Beatrice

    24 Lug 11 at 8:24 pm

  2. A volte mi sembra che Freud proceda per una specie di inerzia. Come se la pittura sgorgasse smisurata dai suoi pennelli, senza bisogno di ragionarci troppo sopra. Questa sua “cecità” è la sua forza. Personalmente preferisco artisti che bilanciano questo fattore di natura con un’energia mentale. Ma può essere che la mia lettura sia viziata da uno schema e che Freud in realtà sia molto più contiguo alle nuove generazioni inglesi, tipo Tracey Emin e Damien Hirst, come sostiene Angela Vettese. Quanto a Cy Twombly, più che distrazione mi sembra più giusto di parlare di “leggerezza” innata. Che è sinonimo di grazia e che è una cifra poetica rara e trasversale.

    gfrangi

    24 Lug 11 at 10:01 pm

  3. io sto con Freud, Cy Twombly l’ho conosciuto anni fa (nel senso che ho visto i suoi quadri), mi è piaciuto molto per la leggerezza e la freschezza che trasmetteva e anche per la sua eleganza dopodiché non l’ho più nè visto nè cercato fino a quando ho letto l’articolo della sua morte. Freud è un pittore classico e scolastico estremo, si potrebbe dire banale. In fondo, a parte la parentesi iniziale surrealista, ha fatto ritratti, nature morte e qualche paesaggio dalla sua finestra, ma questo suo estremismo lo ha portato a una grande profondità, un testardo che è andato sempre dritto per la sua strada, un pittore con le palle (che non sono molto femminili)

    Mauro

    26 Lug 11 at 11:24 am

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