Robe da chiodi

Perché, come ha detto qualcuno, la storia dell'arte libera la testa

La politica fa man bassa al Sacro Monte di Varallo

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Dal primo gennaio Elena De Filippis non è più direttrice del Sacro Monte di Varallo. Un golpe della politica (in questo caso di marca leghista) ha tolto di mezzo una figura che per la sua competenza e per la sua passione rappresentava una garanzia per un monumento affascinante e delicato come il Sacro Monte: basta vedere il recupero delle Cappelle della Natività portato a termine lo scorso anno (nell’Immagine la “nuova” cappella dei Magi). Nulla hanno contato tanti appelli, con decine e decine di firme di studiosi di tutte le appartenenze culturali e ideologiche. Nulla ha contato la lettera di tre storici e autorevoli sovrintendenti. A nulla è valsa la posizione della chiesa che sul Sacro Monte dovrebbe pure una voce in capitolo (anche se la proprietà delle cappelle è del comune di Varallo, oggi a guida leghista): i padri del santuario e i responsabili della diocesi di Novara hanno preso la parte della De Filippis, ma invano. Tra tante casi di cattiva gestione della cultura in Italia, quella del Sacro Monte poteva essere additato come caso scuola positivo, perché ha sempre saputo tenere insieme conservazione, studio, rispetto della natura religiosa del luogo e anche ricerca di nuovo pubblico. Dall’altra parte invece c’è un progetto bislacco che riduce il Sacro Monte a circo, a set da tevendite pur di poter portare su qualche pulman di turisti in più. Una visione che fa ripiombare il Sacro Monte in un orizzonte tutto provinciale, contro il lavoro fatto negli ultimi 50 anni per ridargli il posto che merita nel novero dei grandi monumenti della storia dell’arte italiana.
Personalmente, conoscendo la De Filippis, sono sempre rimasto colpito dal suo equilibrio nel tener presenti i fattori artistici, quelli conservativi e quelli devozionali. Per fare un esempio: quando a restauro concluso della cappella della Crocifissione, vero capolavoro dell’arte italiana del 500, venne deciso di chiudere l’accesso al pubblico, la De Filippis studiò un dispositivo che permetteva attarverso alcune bussole di vetro ai visitatori di entrare comunque di qualche metro nella cappella, per non perdere quel senso di partecipazione che è così importante nell’arte di Gaudenzio.Non solo, all’interno delle bussole aveva fatto disporre degli inginocchiatoi proprio per rispettare la natura religiosa del luogo e per venire incontro a chi concepisse la visita come un momento di preghiera: lì ci salgono in ugual misura appassionati e pellegrini. Una scelta che mi sembrò indicativa di una sensibilità non comune.
Ora si azzera tutto. Tra vincitori e vinti, chi esce sicuramente sconfitto è il Sacro Monte. La politica di accorpamento di tutti i Sacri Monti (l’ente regionale è stato affidato a Giacomo Gagliardini, varallino, voluto dal sindaco) è certamente una sconfitta per Varallo, Sacro Monte portato alla para degli altri. Già non capirne l’unicità è sintomo di quanto sia sbagliata questa operazione.
Ps: Intanto per far capire che non è una polemica di parte: qui c’è un elenco degli interventi attuati al sacro Monte negli anni di gestione De Filippis. Giudicate voi

Written by gfrangi

gennaio 9th, 2012 at 9:19 am

12 Responses to 'La politica fa man bassa al Sacro Monte di Varallo'

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  1. E’ un problema atavico della politica italiana. Anche in un tema estremamente sensibile come l’arte e la cultura, vigono le stesse regole di spartizione del potere di qualsiasa altra materia, indipendentemente da ogni merito e competenza. In questo i leghisti scontano un’ignoranza se possibile superiore alla media…

    Lorenzo

    9 Gen 12 at 11:45 am

  2. Non mettiamoci più piede, è l’unica forma di protesta che ci rimane.

    Serena

    9 Gen 12 at 12:09 pm

  3. beh..direi che però sui giornali locali se ne sono lette di ogni: problemi col personale,sperpero di denaro. addirittura oggi si parla di una causa di peculatod a 800 euro contro un dipendente eprsa con questo che è stato fermo tre anni,stipendiato dalla regione. meglio cambiare!!!

    ezio

    23 Gen 12 at 11:00 pm

  4. http://www.novara.com/novara.com/?Section=News&Tools=WAPPS&Filters=SeqId,9211

    da leggere qui.prima di dire che questa persona è un valore aggiunto per il sacro monte…

    paparesta

    24 Gen 12 at 8:03 pm

  5. Non conosco il caso ma è probabile (e normale) che i giornali locali seguano l’onda plebiscitaria del sindaco… Comunque sia, è evidente che sul Sacro Monte una prospettiva localistica si scontra con una più aperta. Per il bene del Sacro Monte (e di chi ha la fortuna di abitare ai suoi piedi) mi augurerei che vincesse la seconda.

    gfrangi

    24 Gen 12 at 8:17 pm

  6. non credo sia questione del Sindaco. sono tantissimi i dipendenti scontenti sia di destra che di sinistra da questa dittatura della ex direttrice. ne leggeremo delle belle!

    pedro

    25 Gen 12 at 7:58 pm

  7. Le reazioni a questo post si confermano tutte dettate da interessi interni e corprorativi: non ho informazioni per dire quanto siano legittime. Constato solo che parole o giudizi in merito alla gestione del Sacro Monte non ne sento: quasi fosse un semoplice accidente e non la ragione principale al centro della questionde. Ne devo dedurre che non è l’intereese preminente di chi mi scrive?

    gfrangi

    26 Gen 12 at 9:05 am

  8. la gestione si valuta dalle presenze anche!per la Valsesia sarebbe un veicolo di turismo importante,invece è un circolo chiuso per pochi eletti.

    pedro

    29 Gen 12 at 12:08 pm

  9. è in malafede non il sindaco ma chi difende costei! by un cigiellino deluso!

    anto88

    10 Feb 12 at 11:39 pm

  10. mi pare di capire che il cda per la seconda volta,seppur questa volta non piu’ all’unanimità,ha votato per la sostituzione della direttrice. che i religiosi,sette,siano politicizzati lo dubito fortemente..per cui,bisognerebbe farsi un esame di coscienza!

    enrico

    13 Feb 12 at 5:40 pm

  11. vorrei informare il sig. Frangi che la sig. de Filippis non ha realizzato “lei” i restauri così come afferma: la sig. de Filippis ricopriva la figura di dirigente del Parco Naturale regionale del s. Monte di Varallo ovvero ricopriva lo stesso incarico – come ruolo e funzioni – di un segretario comunale e come tale destinava i finanziamenti (già vincolati perchè al 99% fondi pubblici) alle opere di restauro precedentemente deliberate dal Consiglio di Amministarzione o Giunta Esecutiva. Per farla breve è come se ad un segretario comunale venissero riconosciuti tutti i meriti ottenuti dal Comune anzichè attribuirli al sindaco o al consiglio comunale o alla giunta comunale. in sostanza la sig. ra De Filippis non ha fatto nient’altro che il lavoro per il quale veniva profumatamente pagata:98.000 euro + oneri a carico dell’Ente = 170.000 euro anno pubblici (dati tratti dallo stesso link dell’elenco interventi proposto dal sig. Frangi). A proposito dell’elenco interventi: – chissà come mai l’elenco interventi inizia proprio nel 1998 e si omettono gli anni precedenti….

    GIORGIO BERGAMO

    1 Ago 12 at 10:18 am

  12. il Sacro monte pare sia divenuto negli ultimi decenni un palcoscenico dove politici, direttori, funzionari e personaggi TV esibiscono la loro arroganza, la superbia, l’orgoglio, la presunzione, l’immodestia, l’amor proprio, l’ambizione, la boria, la vanagloria e l’ostentazione
    Il Sacro Monte di Varallo quindi non è più il palcoscenico del “Gran teatro montano”, lo hanno fatto divenire il palcoscenico del “Gran teatro delle vanità”.

    Veronica

    6 Dic 12 at 10:13 am

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