Robe da chiodi

Perché, come ha detto qualcuno, la storia dell'arte libera la testa

Apologia del bacio. San Valentino con Andy Warhol

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Una sequenza di Kiss. Baci con la cinepresa “addosso"


Andy Warhol è un mondo davvero infinito. Ho scoperto questo sito, Warholstars, dove è stata ricostruita una cronologia quasi day by day della sua vita: è impressionante la voracità quasi disperata con cui riempie le sue giornate. Scorrendo gli anni, all’agosto del 1963 ho trovato che si era buttato in un’impresa che non conoscevo: un film intitolato semplicemente Kiss, in cui aveva chiesto a 13 coppie (anche di soli maschi) di baciarsi con intensità e passione per tre minuti. Lui con la cinepresa Bolex 16 mm, riprendeva in close up, con inquadrature ravvicinatissime.
La ragione “concettuale “ di questa sua scelta la spiegò Bob Colacello: era una risposta alle regole del Production Code (che restò in vigore sino al 1967) e che prevedeva che gli attori non si baciassero per più di tre secondi.
È una sorta di fantastica “vendetta” del bacio quella che Warhol mise in scena (molto più che una riabilitazione). Il bacio viene proposto in tutta la sua portata di fisicità e di affettività. Il minimalismo della messa in scena, la cinepresa vicina ma ferma (e quindi né invasiva, né inidiscreta), asciugano il gesto, restituendolo come passione e anche come purezza. Come sempre la forza di Warhol è quella di infilarsi nelle situazioni potenzialmente più scabrose e di uscirne lineare e senza ambiguità. Per questo mi sembra che Kiss sia oltreche un’apologia del bacio, vero film d’amore.
E adesso vedetevi Kiss

Written by gfrangi

febbraio 13th, 2012 at 7:08 pm

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