Robe da chiodi

Oggi 12 settembre

Da Cézanne a Giacometti, e viceversa

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Per soli 19,90 euro ho comperato il catalogo di una mostra che non so quanto avrei dato per poter vedere. È quella su Cézanne e Giacometti organizzata nel 2008 dal Louisiana Museum vicino a Copenaghen (tenetelo d’occhio, è uno dei più dinamici d’Europa). “Percorsi del dubbio” era il titolo della mostra che stabiliva dei confronti e dei paralleli per generi davvero perfetti. Ma la cosa interessante di questa mostra è che non era una mostra come da logica ci aspetterebbe a senso unico: cioè quel che di Cézanne vive in Giacometti. Quel che Giacometti ha preso da Cézanne (in mostra c’erano tutti gli studi del maestro di Stampa sulle opere di quello di Aix: sorprendentemente tanti). No, qui l’obiettivo è stato rimettere in circolo tutto: quindi di ri-guardare Cézanne dopo aver messo gli occhi su Giacometti. Sarebbe stato bello vedere il tutto dal vivo, ma già sfogliando il catalogo ci si accorge come non si sia puntato mai su paralleli facili, ma sul portare a galla intese più profonde. Così si sviluppa una dinamica per cui uno sguardo su Giacometti porta ad averne uno più profondo su Cézanne e viceversa. Quello che colpisce alla fine è la contiguità tra loro due, per cui il passaggio da una Sainte Victoire a una veduta di Stampa avviene senza sobbalzi, come se tutt’e due appartenessero a una stessa geografia mentale. Dovessi dire (con molta superficialità) quale sia questa geografia, mi viene da collocarla in quella zona dell’umano in cui l’ansia non smette di essere tale, ma trova un istante quasi epifanico che la porta oltre se stessa. Sono visioni fragili, acuminate che trovano un istante (un istante solo) di stabilità. Costruzioni improbabili che trovano non si capisce per quali strade un punto rapidissimo ed evidente fugace di equilibrio. È questa grandezza senza certezze che avvicina Cézanne e Giacometti a farne nel nostro immaginario, due fratelli (un’idea che la mostra ha riassunto efficacemente in quella “&” che lega i due protagonisti; più che una semplice congiunzione).

Written by gfrangi

aprile 28th, 2012 at 8:19 am

3 Responses to 'Da Cézanne a Giacometti, e viceversa'

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  1. mi aggancio a quello che dici non tanto per parlare dei due artisti, tu ne parli già benissimo, ma perchè, secondo me l’arte sarebbe da studiare anche a ritroso, cioè partire dal contemporaneo e risalire ai maestri, e più indietro ai maestri dei maestri e così via fino ad arrivare agli inizi, magari ai disegni rupestri di 32000 anni fa. l’arte è fatta dai contemporanei che sono sempre contemporanei al loro tempo, ma che scelgono i loro maestri che li hanno preceduti. una volta andati a ritroso nei tempi sarebbe bello poi ripartire nella giusta direzione del tempo storico. è così che si riscrive la storia

    mauro

    28 Apr 12 at 4:00 pm

  2. In fondo sono i primi(insieme a Bacon) che si pongono, in questo “dopo-storia”, il problema della grande idea di Incarnazione.
    Giuse ti consiglio un libro bellissimo di un architetto e teorico di nome Christopher Alexander; il libro si chiama “The timeless way of building” (il modo di costruire senza tempo), e parla del costruire in architettura ma è applicabile a ogni linguaggio.

    Beatrice

    29 Apr 12 at 11:20 am

  3. Me lo vado a cercare senz’altro, sperando che sia in un inglese accessibile…
    Paola sulla mail mi scrive: «”… in quella zona dell’umano in cui l’ansia non smette di essere tale, ma trova un istante quasi epifanico che la porta oltre se stessa”. Rileggo la frase di rothko:
    “Conoscere se stessi è prezioso affinché il sé possa essere rimosso dal processo. Insisto su questo punto perché è ancora diffusa l’idea secondo cui il processo stesso dell’espressione di sé comporti molti pregi. Ma produrre un’opera d’arte è un’altra questione… Mi sembra davvero un approssimarsi a quel punto. Cercare il passaggio.
    Io cerco di copiare. Per andarci dentro. Non di finezza, non per sapienza, ma con ostinazione infantile. A furia di insistere ce li darà questi pani».
    Il tema dell’avvicinarsi per approssimazione è davvero la “&” che lega Cézanne e Giacometti.

    gfrangi

    29 Apr 12 at 5:53 pm

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