Robe da chiodi

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Grossman e la Madonna democratica di Raffaello

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Nel libro dal titolo bellissimo, Il bene sia con voi!, pubblicato ora in Italia da Adelphi Vasilij Grossman racconta un episodio emozionante (i libro è del 1961). Nella primavera del 1955 il governo russo aveva deciso di esporre in pubblico al museo Puskin, prima di restituirle, le opere che erano state portate via da Dresda dopo la fine della guerra. I capolavori della pinacoteca tedesca infatti si erano salvati dalle bombe americane perché portati in caveau svizzero e da lì, dopo al fine della guerra, erano stati presi da una delle potenze vincitrici e portati nella capitale sovietica. Quel 30 maggio 1955 Grossman si era messo in fila con migliaia di altri moscoviti per ammirare quei capolavori, prima del ritorno alla Gemaldegalerie di Dresda. Ma viene catturato, oserei dire travolto, dall’impatto con la Madonna Sistina di Raffaello. Ha la sensazione di esser davanti all’opera davvero immortale, capace di colpire il suo cuore come nessun’altra; ma, aggiunge, capace di colpire il cuore di tutti «vecchiette in miseria, imperatori, studenti, miliardari d’Oltreoceano, papi, principi russi». Grossman va anche oltre: «Anzi, se anche l’uomo dovesse estinguersi, gli esseri che prenderanno il suo posto sulla terra – lupi, ratti, orsi o rondini che siano – verranno sulle loro zampe o con le loro ali ad ammirare la Madonna di Raffaello…» .
Come motiva Grossman questa sua folgorazione? Le pagine, travolte dall’emozione, vanno lette tutte.a Ma in questo immagnifico convergere del mondo creato davanti alla Madonna Sistina c’è il cuore della sua intuizione. «La bellezza della Madonna è saldamente legata alla vita terrena. È democratica, umana; è la bellezza di tante, tantissime persone – gialli con gli occhi a mandorl, gobbi con il naso lungo, neri con i capelli crespi e la labbra tumide. È universale. La Madonna è anima e specchio dell’uomo e chiunque la guardi coglie in lei l’umano: è l’immagine del cuore materno, per questo la sua bellezza è intrecciata, fusa in eterno con la bellezza che si cela – profonda e indistruttibile – ovunque nasca e cresca la vita – nella cantine, nei solai, nei palazzi e nelle topaie».
Post scriptum: La Madonna Sistina è una di quelle immagini troppo viste sulle quali colpevolmente si sorvola. La pagina di Grossman costringe a un salutare “affondo”. E l’immagine stretta sul volto del Bambino e di Maria ha in effetti qualcosa di potentemente caritatevole e magnetico allo stesso tempo. Il loro sguardo sembra posarsi sul nostro tempo ma avere come orizzonte un punto, assolutamente struggente, che va oltre il tempo. Uno sguardo umano e calmo. Ma come non intercettarne anche un fremito di inquietudine, quasi fossimo alla febbrile vigilia del giorno finale? Notate quel vento solare che scuote l’aria…

Written by gfrangi

maggio 29th, 2011 at 8:51 am

Posted in pensieri

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